Dicono di noi

Da Donna Moderna 22 Gennaio 2014

Cinque posti per scoprire Catania con i bambini

http://citymapsicilia.it/citynote/visita-catania-bambini/

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Ho chiesto ai miei figli: quale sarebbe un itinerario di Catania da consigliare a un amico in viaggio? Ecco i cinque posti per scoprire la città con i bambini.

A cura di Bianca Caccamese di Kids Trip

Tra i tanti giochi che mi piace fare con i miei bambini ce ne sono alcuni che riguardano le esperienze, in particolare quelle di viaggio. Facciamo, ad esempio, un gioco che ho chiamato “Mangiare è come viaggiare”: scegliamo una città dove ci piacerebbe andare e ne cuciniamo insieme il piatto tipico, dopo aver comprato insieme tutti gli ingredienti. Oppure leggiamo alcune notizie sulla città che vorremmo visitare e, scelti i punti di maggiore interesse, ne disegniamo una mappa. 

  1. La villa Bellini

    Un parco nel cuore della città dove poter correre liberamente, andare in bicicletta e giocare a pallone. All’interno del Giardino Bellini ci sono anche alcune aree gioco con diversi scivoli e altalene di vario tipo e misura. Una tappa obbligata per chi è a passeggio con bambini in via Etnea. I miei figli amano il chiostro della musica in cima alla collina, dove giocano al teatro e inventano spettacoli fantastici! Dopo aver giocato alla villa Bellini, amano fare altre due cose nei dintorni. La prima è mangiare la pizzetta da Savia, proprio di fronte l’ingresso della Villa; l’altra è andare da Bafè, una libreria per bambini in via Monte Sant’Agata (traversa di via Etnea), dove trovano tanti bellissimi libri. laboratori creativi e letture animate.

  2. Il Castello Ursino

    Una vera fortezza, con tanto di torri e fossato. Mio figlio maggiore si vanta sempre di avere lo stesso nome dell’imperatore che lo fece edificare: Federico (II di Svevia)! Un luogo sempre bello da visitare, ancor di più quando ci sono mostre temporanee di arte che spesso ospitano un percorso guidato per bambini seguito da un laboratorio creativo. All’interno c’è anche un piccolo book-shop dove i bambini possono giocare in due tavoli attrezzati oppure leggere liberamente. La visita fa felici adulti e bambini.

  3. Il Monastero dei Benedettini

    All’interno di questo edificio storico nel cuore di Catania opera l’Associazione Officine Culturali, che offre spesso visite guidate “su misura” e laboratori ludico-didattici mirati alla conoscenza e alla fruizione di un luogo carico di storia. Mio figlio Federico ama quello dei piccoli archeologi, durante il quale i bambini vivono in prima persona l’esperienza degli scavi sull’antico Decumano. Il più piccolo ha partecipato con grande entusiasmo a diverse cacce al tesoro che di tanto in tanto vengono organizzate per la promozione del sito e delle attività.

  4. La spiaggia di San Giovanni Li Cuti

    Si tratta di una piccola spiaggia a due passi dal centro, caratterizzata dalla sabbia nera e da scogli rotondi levigati dal mare, detti  appunto “cuti” , sui quali è divertente arrampicarsi sino a raggiungere quelli lambiti dall’acqua. Io ho un bellissimo ricordo delle mattine trascorse su questi scogli da bambina: mio padre ci portava me e mio fratello con un libro da leggere. Oggi ai miei bambini piace sentire la storia di Colapesce, il figlio di un pescatore siciliano messo alla prova da Federico II. A questa spiaggia si arriva a piedi dal lungo mare dove, dopo la visita del piccolo borgo marinaro, è possibile godersi un gelato in una delle tante gelaterie che si susseguono sulla strada (la preferita dei miei figli è Ernesto).

  5. Piazza Castello

    Appena fuori Catania si trova Aci Castello, dominata da un bellissimo castello normanno al di sotto del quale si estende una grande piazza con vista sui faraglioni di Aci Trezza . La visita al castello merita – oltre che per il bel panorama – anche per il piccolo giardino botanico: l’attrazione preferita dai bambini è senza dubbio il cannone che c’è sulla terrazza più alta. L’avvistamento dei pirati è il gioco preferito dei miei figli, mentre nella piazza i grandi spazi incoraggiano lunghe corse e inseguimenti. Davanti al giardinetto c’è sempre la bancarella di un ambulante, fornitore ufficiale di palloni da calcio Super Santos per partite estemporanee.

 

 

Intervista a Bafé

Dal Blog Bombo ronzii intorno a Cleio

http://www.cleio.it/blog/intervista-a-bafe/

 

Bafé apre i battenti a settembre del 2013 a Catania. A esplorarne le idee, iniziative e immagini si    sente subito il calore, sarà il vulcano sempre attivo che hanno alle spalle i giovani librai, sarà la nota   peculiare della loro terra ricchissima di cultura e senso dell’ospitalità. O più probabilmente è la conseguenza di un desiderio molto forte cui dare voce e corpo sulle quattro mura di una libreria che solo libreria non è. Cleio incontra Rossella, la giovane titolare, per  iniziare a raccontare insieme la loro storia.

Quando è cominciata la tua avventura?

La mia avventura è cominciata nel 2010 quando alle sette di un freddo mattino di marzo presi il volo che da Catania mi avrebbe portato a Roma per seguire il corso per aspiranti librai per bambini tenuto dalle ragazze di Centostorie. Poi è stato tutto un rimuginare, studiare, leggere e appassionarmi al mondo della letteratura per ragazzi. E adesso…eccomi qua!

Prima di fare la libraia, cosa facevi?
Prima di buttarmi a capofitto in questa impresa, mi sono laureata in Lettere moderne e proprio durante questo corso di studi ho scoperto la passione per l’editoria per ragazzi; così ho approfondito e studiato facendo diventare questo interesse l’oggetto della mia tesi pubblicata nel 2011 nella collana di saggistica da Il Ciliegio edizioni - Il bambino-lettore: Bianca Pitzorno e la moderna editoria per l’infanzia.

Come ti ha accolto il quartiere e la città?
La Città ci ha accolti benissimo (siamo io e mio marito Fabio a gestire questo spazio)! Sono in tantissimi i genitori che ci ringraziano per aver avuto il coraggio di pensare a uno spazio dedicato ai loro figli, pensato per le loro esigenze, per sorprendere i più piccoli e incantare gli adulti. Uno spazio che mancava e di cui la città sentiva l’urgenza, queste le parole ricorrenti dei nostri ospiti. E ogni volta che qualcuno varca la soglia di Bafè è per noi nuova gioia.

Come avete scelto il vostro nome?
Quando abbiamo pensato al nome da dare alla nostra attività mi è venuta in mente un donna anziana dai lunghissimi capelli bianchi e dalla lingua sciolta: la mia bisnonna che incantava noi nipotini con filastrocche in dialetto siciliano ricche di nonsense che insegnavano ai più piccoli la confidenza con le parole. Il re Bafè, viscotta e minè è il protagonista di una di queste filastrocche e da subito è diventato il nostro simbolo, metafora del potere esercitato dal racconto orale che gli adulti fanno ai più piccoli, il legame speciale e magico che questo genera.

Sapreste descrivere la vostra libreria in poche parole?
Un centro culturale per l’infanzia dove raccontare storie a bassa voce e lasciar urlare la fantasia, zona franca in cui poter esprimere se stessi.

Come vanno gli affari?
Dal momento che abbiamo aperto al pubblico lo scorso 18 settembre, è ancora presto per fare un bilancio: però l’affluenza è notevole, la gente è incuriosita e disposta a spendere per avere un prodotto di qualità e lasciare che i propri figli possano fare esperienze significative scegliendo i servizi che offriamo – letture animate, laboratori emotivo-sensoriali, gioco teatrale bilingue, passeggiate tra i libri, feste “letterarie” di compleanno.

Cosa fate per farvi conoscere?
Utilizziamo molto Facebook e il passaparola.

Come ti vedi tra 10 anni?
Vorrei tanto fare come il barone Lamberto di Rodari: ringiovanire anziché invecchiare, ma vorrei che a farlo fosse la mia anima e il mio sentire per poter avere sempre un orecchio ben teso al mondo bambino.

Un tuo consiglio da libraia?
Ascoltare i bisogni dei più piccoli, entrare in empatia con loro e mai avere presunzione pedagogica.

Libro preferito?
Nel paese dei mostri selvaggi.